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Vetro.
Nell’ottica della circolarità.
Vetro.
Vetro.
Magazine Finstral F_04
Frame Reframe: 180 pagine con conversazioni, saggi e opinioni su temi rilevanti dell’architettura.
1. Produzione
Il vetro si ottiene fondendo sabbia (biossido di silicio), soda e calce a temperature superiori ai 1.500 °C. Per risparmiare energia, alla miscela si aggiunge circa il 35-40 % di vetro riciclato (cullet), proveniente soprattutto da scarti di produzione (vetro pre-consumo); l’utilizzo di vetro post-consumo – ad esempio quello proveniente da vecchi infissi – è ancora limitato. La produzione del vetro float genera tra 1,2 e 1,6 tonnellate di CO2 per ogni tonnellata realizzata, principalmente a causa dell’elevato consumo energetico del processo di fusione.

2. Vantaggi
Riciclo illimitato: Il vetro è riciclabile al 100 % e può essere riutilizzato senza perdita di qualità. Grazie all’economia circolare, si riduce drasticamente la dipendenza dalle materie prime (sabbia e carbonati).
Riduzione delle emissioni di CO2 tramite il riciclo: Il vetro riciclato (cullet) abbassa il fabbisogno energetico in fase di produzione, poiché fonde a temperature più basse. Inoltre, si evitano le emissioni di CO2 generate dalle reazioni chimiche che avvengono durante la fusione di sabbia e carbonati.
Riduzione delle emissioni di CO2 grazie all’energia verde: Il maggior contributo al taglio delle emissioni viene dall’impiego dell’idrogeno e dall’elettrificazione dei processi di fusione. Un progetto pilota, che ha utilizzato il 30 % di idrogeno, ha già mostrato una riduzione delle emissioni dirette del 70 %. Il riciclo del vetro rimarrà comunque fondamentale anche in futuro, perché consente di contenere ulteriormente il consumo energetico e, di conseguenza, le emissioni.
Vetro float a zero emissioni di carbonio: Alcuni progetti pilota sono riusciti a produrre vetro float in modo del tutto neutro per il clima, utilizzando il 100 % di energia rinnovabile (biogas ed energia elettrica verde) e il 100 % di vetro riciclato.

3. Sfide
Produzione ad alta intensità energetica: Gli impianti per la produzione di vetro float rimangono in funzione 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per molti anni, perché spegnerli e riaccenderli è impraticabile dal punto di vista tecnico ed economico. Il fabbisogno energetico di un singolo impianto equivale a quello di una cittadina di 20.000 abitanti.
Elevati requisiti di purezza: Il vetro destinato a impieghi di alta qualità deve essere privo di contaminanti. Anche minime impurità, come residui metallici o componenti plastici, possono comprometterne l’utilizzabilità.
Basse percentuali di vetro riciclato post-consumo: Nel vetro riciclato predominano gli scarti di produzione (vetro pre-consumo), mentre il vetro proveniente da vecchi infissi (vetro post-consumo) rappresenta solo circa l’1 %. Le ragioni di tale differenza sono da ricondurre soprattutto alla mancanza di un sistema di raccolta capillare e alla complessità dei processi di selezione e pulizia.
Mancanza di incentivi normativi: Spesso nella normativa vigente si continua a considerare il vetro vecchio come un rifiuto anziché una risorsa preziosa. Mancano sistemi obbligatori di ritiro dei vecchi serramenti e i bassi costi di smaltimento in discarica rendono il riciclo poco competitivo dal punto di vista economico.
Alti costi di trasporto e trattamento: Spesso, trasportare e pulire il vetro riciclato costa più che utilizzare materie prime. In assenza di incentivi o agevolazioni, i costi del riciclo restano elevati.
Bassa accettazione: I clienti si aspettano un vetro perfetto. Anche minime difformità estetiche – come un piccolo punto quasi invisibile – possono compromettere l’accettazione del vetro riciclato nel segmento premium.

4. Scenario Best-Case 2050
Riciclo a ciclo chiuso: Il vetro usato viene reimmesso al 100 % nel processo produttivo. Un riciclo efficiente dei materiali rende superfluo l’utilizzo di nuove materie prime.
Regolamentazione più severa: Dati i costi di discarica elevati e l’obbligo di ritiro dell’usato, riciclare conviene. La tassazione della CO2 emessa durante la produzione di vetro primario favorisce ulteriormente l’impiego di vetro riciclato.
Sistemi di raccolta efficienti: Esistono centri di riciclaggio decentrati, direttamente accessibili a chiunque debba smaltire rifiuti di vetro.
Processi automatizzati: Sistemi avanzati di cernita e pulizia garantiscono una qualità costante del materiale. Si ricorre diffusamente a tecnologie in grado di rimuovere i metalli e raccogliere in modo differenziato i vari tipi di vetro.
Produzione di vetro a basse emissioni di CO2 ridotte o a emissioni zero: L’industria del vetro si affida completamente a fonti energetiche pulite, come le rinnovabili e l’idrogeno. Grazie a forni di fusione elettrici e a tecnologie di fusione di ultima generazione, la produzione avviene con emissioni bassissime. L’uso intensivo di cullet contribuisce ulteriormente alla drastica riduzione delle emissioni di CO2.
Vetro riciclato e vetro low carbon sono lo standard di settore: Entro il 2050, la maggior parte dei serramenti sarà realizzata con vetro a impronta di carbonio ridotta e con una percentuale di vetro riciclato superiore al 70 %. Per confronto: già nel 2025 Finstral inizierà a utilizzare questo vetro su larga scala, puntando a ridurre del 6 % il consumo di materie prime e la propria impronta carbonica rispetto all’anno precedente.
Vetro.
Magazine Finstral F_04
Frame Reframe: 180 pagine con conversazioni, saggi e opinioni su temi rilevanti dell’architettura.
Nell’ottica della circolarità.
Chi prende sul serio la sostenibilità deve trattare i materiali in modo da evitare sprechi. Questo vale anche per i produttori di serramenti. Un confronto sull’economia circolare con i principali fornitori di Finstral.
PVC.
PVC.
Nell’ottica della circolarità.
Alluminio.
Alluminio.
Nell’ottica della circolarità.
 
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