L’arte del combinare.
L’arte del combinare.
50 anni di storia aziendale attorno ad un tavolo. Una chiacchierata sullo spirito d’innovazione e sul futuro delle finestre.
Ci troviamo a Collalbo, sul Renon sopra Bolzano, a 1.156 metri di altezza e a pochi chilometri dalla sede di Finstral. È lo stabilimento nel quale nascono verande e pareti vetrate, ma per un pomeriggio la produzione è stata sospesa e nel capannone c’è un grande tavolo attorno al quale siedono sei membri della famiglia Oberrauch, sette ospiti e due presentatori arrivati qui per condividere le loro impressioni sul passato e il futuro dell’azienda che si appresta a compiere cinquant’anni. Una straordinaria combinazione di persone che rende manifesta l’arte dell'interazione intelligente, modalità grazie alla quale l’azienda altoatesina riesce a stabilire sempre nuovi standard nel settore dei serramenti vantando una competenza unica nel campo dei materiali. PVC, vetro, alluminio, ForRes, legno: Finstral produce quasi tutto all’interno dei propri stabilimenti, lavorando e combinando magistralmente i diversi componenti. Intorno a questi cinque materiali si sviluppa una conversazione sul coraggio di innovare, la storia di Finstral, i ricordi personali e il futuro degli infissi.

Moderatori: Oliver Herwig, Stefan Sippell

Si parte dal PVC, il materiale che più ha caratterizzato l’azienda: da 50 anni si trova al centro di ogni serramento Finstral.Il PVC ovvero: il miglior materiale fin dall’inizioHans Oberrauch, Lei viene da una famiglia di falegnami. Nel 1969 avete realizzato i primi infissi in PVC. Che cosa ha significato per Lei personalmente il passaggio a un nuovo materiale?H. Oberrauch In falegnameria facevamo un po’ di tutto: porte, mobili e anche infissi. Per questo conoscevamo i punti deboli del legno, ad esempio il fatto che con il tempo si deteriora. All’epoca mi affascinava l’idea che il PVC quei problemi non li dava.

Dunque volendo risolvere un problema ha provato qualcosa di nuovo...H. Oberrauch Esatto. Va detto però che negli anni sessanta le finestre in PVC c’erano già, seppure con standard di qualità ben distanti da quelli odierni. Poi, quando Hoechst e Dynamit Nobel hanno lanciato sul mercato nuove plastiche resistenti agli urti – come Hostalit Z o Trocal – ci siamo convinti a provare il PVC.

“Essendo falegnami, conoscevamo i punti deboli del legno e mi ha affascinato l’idea che il PVC non li aveva.”
Hans Oberrauch
L’arte del combinare.
Hans Oberrauch, presidente del Consiglio di amministrazione, ha fondato Finstral nel 1969. Si deve a lui anche il nome dell’azienda che rimanda al termine italiano “finestra” unito al tedesco “Sonnenstrahl”, letteralmente “raggio di sole”, quello che entra attraverso i vetri. Aveva un debole anche per il design finlandese, motivo per cui “Fin” è la prima sillaba in Finstral.
Ha avuto fin dall’inizio una visione precisa di cosa voleva fare e una strategia aziendale mirata per raggiungere l’obiettivo?H. Oberrauch La nostra strategia era semplice: inizialmente volevamo rivolgerci al mercato regionale. A metà degli anni '70 è nata l’opportunità di esportare in Germania tramite rivenditori. L’abbiamo colta e da lì in poi abbiamo iniziato a definire il nostro percorso e a seguirlo con coerenza. Alcune idee ci hanno accompagnato fin dall’inizio, ad esempio quella di avere un nostro stabilimento per l’estrusione dei profili. Il progetto è diventato realtà nel 1980, ma sapevamo da molto prima che i profili dovevamo essere noi a farli.

Helmuth Seebacher, il Suo compito in azienda è quello di sviluppare nuovi prodotti Finstral e ottimizzarli. Quali sono i vantaggi del PVC nella produzione di infissi?Seebacher Molti: il PVC è durevole, facile da lavorare, ha buone proprietà isolanti, tiene bene la ferramenta – anche questo è molto importante – e conserva la colorazione per molto tempo. Insomma, io credo che il PVC sia il materiale migliore per realizzare serramenti.

Lei ha iniziato a lavorare in Finstral nel 1982. Ricorda qual era l’aria che si respirava in azienda in quegli anni?Seebacher Allora eravamo una squadra relativamente piccola ed eravamo molto uniti anche fuori dal lavoro. Festeggiavamo il compleanno di ogni dipendente e la sera si usciva a bere qualcosa insieme. Anni belli e intensi. Ora Finstral è molto più grande: solo ad Auna di Sotto lavorano 180 persone. Lo spirito distintivo di Finstral c’è ancora, ma per forza di cose stiamo meno insieme e siamo un po’ meno uniti, anche perché ci sono meno occasioni di incrociarsi per i corridoi.

Signor Oberrauch, ci racconti com’è stato: ha dovuto imparare a costruire una cultura aziendale?H. Oberrauch In verità no. Abbiamo imparato a trattare con le persone già in falegnameria, quando eravamo una piccola realtà. Da sempre abbiamo agito con correttezza. Siamo determinati a essere datori di lavoro, produttori, fornitori e partner corretti. Questo è importante per noi.

Sembra molto facile detto da Lei... ma sentiamo cosa ne pensa uno dei partner più fedeli di Finstral. Marziale Bonasio, Lei è stato uno dei primi rivenditori Finstral in Italia. Come è avvenuto?Bonasio Lavoro con Finstral e la meravigliosa famiglia Oberrauch da 33 anni. Tutto è iniziato nell’autunno del 1985. Avevo già una certa esperienza nel settore dei serramenti e ho deciso di mettermi in proprio. Finstral aveva una buona reputazione e io volevo assolutamente vendere i loro prodotti. Così ho preso il telefono e dopo un mese di chiamate insistenti – mi rispondeva sempre la stessa signorina – sono riuscito a ottenere un appuntamento con il signor Hans Oberrauch. Sono venuto su un mattino, pioveva. ad un certo punto mi è venuto il dubbio su dove andare. Mi fermo e da una cabina telefonica con i gettoni – allora c’erano solo quelle – chiamo la signorina di Finstral. “Signorina ma è giusto?” chiedo io. E lei: “Se Lei pensa di aver sbagliato strada, prosegua e vedrà che è giusto.” E alla fine sono arrivato (ride). Al signor Hans Oberrauch, nel suo ufficio, ho illustrato cosa volevo fare e lui mi ha ascoltato senza dire una parola, mi scrutava e basta. Così ho continuato a parlare, fino a quando sono arrivate le sue domande. Alla fine mi guarda e mi dice: “Senta, io tutti i nominativi di Milano li passo a Lei. Le fornisco tutte le finestre che vuole e me Le paga quando Le ha montate.” Mi ha stretto la mano e la ThermoInfissi è nata da lì. Un incredibile atto di fiducia del quale gli sono grato ancora oggi.

L’Italia ha una propria tradizione di design in cui la plastica gioca un ruolo di primo piano. Cosa l’ha convinta di Finstral a quei tempi? Il PVC?Bonasio Sì, ma anche il design. Sono rimasto colpito dall’aspetto dei profili in PVC, quelli di Finstral erano diversi da quelli di altri produttori, non erano squadrati: la linea era sottile, il fermavetro era smussato e contenuto nelle dimensioni. Già allora il design era importante per Finstral.

Il vetro ovvero: l’impegno per la qualitàLuis Oberrauch, Lei è il fratello minore di Hans Oberrauch. Anche Lei ha partecipato alla nascita di Finstral?L. Oberrauch Quando Finstral è stata fondata avevo 14 anni e andavo ancora a scuola. Però durante le vacanze estive lavoravo in ditta e questo mi ha permesso di fare esperienza in diversi settori. Ho capito presto che volevo entrare in azienda. Tra l’altro in quel periodo Finstral è cresciuta molto e due braccia in più tornavano comode.

Finstral ha deciso molto presto di volersi occupare direttamente non solo dell’estrusione dei profili ma anche della produzione del vetro. Come è nata quella decisione?L. Oberrauch Quando abbiamo iniziato, eravamo ben contenti di acquistare il vetro da fornitori qualificati, anche perché non avevamo il capitale per produrlo in proprio. Ma a un certo punto è nata l’idea di dotarci di una vetreria. Lo spazio non ci mancava, perché avevamo appena acquistato lo stabilimento di Scurelle in Trentino. Ci siamo messi d’impegno a studiare il vetro sviluppando competenze adeguate. Essendo produttori di serramenti, il passo verso il vetro ci è sembrato naturale: avere una nostra produzione ci permette una maggiore libertà di progettazione e, naturalmente, offre anche vantaggi logistici.

Si aspetta progressi innovativi nel campo del vetro?L. Oberrauch Certamente sì. Da poco è stato fatto un altro grande salto di qualità con il triplo vetro che lascia entrare la stessa quantità di luce del doppio vetro. Lo proponiamo già. Credo che in futuro il vetro diventerà ancora più dinamico e capace di adattarsi alle condizioni del momento: temperatura, irraggiamento, trasparenza e così via. Il vetro come materiale ha ancora un incredibile potenziale da esprimere.

Lei ha menzionato lo stabilimento di Scurelle. Il progetto vetreria all’epoca è stata una decisione imprenditoriale coraggiosa. In tutta sincerità: ha avuto un po’ di paura?L. Oberrauch No, non ricordo sentimenti di paura. Eravamo del tutto convinti che la cosa avrebbe funzionato.

“Avere una nostra produzione ci permette una maggiore libertà di progettazione e, naturalmente, offre anche vantaggi logistici.”
Luis Oberrauch
L’arte del combinare.
Luis Oberrauch, fratello minore di Hans Oberrauch, vicepresidente del Consiglio di amministrazione. Entrato in azienda nel 1976, è tra l’altro responsabile delle vendite, degli acquisti e della gestione della qualità.
L’arte del combinare.
Joachim Oberrauch, figlio di Hans Oberrauch, membro del Consiglio di amministrazione, è a capo del marketing e dello sviluppo prodotti.
L’arte del combinare.
Florian Oberrauch, figlio di Luis Oberrauch, membro del Consiglio di amministrazione, è responsabile della produzione e della logistica.
L’arte del combinare.
Verena Oberrauch, figlia di Hans Oberrauch, membro del Consiglio di amministrazione, si occupa delle vendite in Belgio e Svizzera. È anche responsabile del settore verande.
L’arte del combinare.
Kristin Oberrauch, figlia di Luis Oberrauch, responsabile vendite dirette per l’Alto Adige e l’area fino a Verona. È in azienda dal 2013.
Professor Sieberath, la Sua biografia rivela che Lei ha qualcosa in comune con Hans Oberrauch: anche Lei ha iniziato come falegname prima di diventare un “papa delle finestre”, come alcuni oggi La definiscono...Sieberath Sì, mio padre faceva serramenti in legno, ma a differenza degli Oberrauch non ha mai smesso: si è fermato al legno. Una pessima decisione con il senno di poi: il PVC era certamente più promettente. Ma oltre a questo ad accomunarci è la storia. L’Institut für Fenstertechnik di Rosenheim (ift) che ora dirigo è stato fondato nel 1966, appena tre anni prima di Finstral. Sul Renon sono venuto per la prima volta alla fine degli anni ‘90 per parlare con Hans Oberrauch della ISO 9000 - gestione della qualità. Sin dal primo incontro mi è stato chiaro che Alto Adige e Germania lavorano in modo diverso. Qui contano molto di più la fiducia e l’istinto personale. Ci è voluto un po’ per capirci, ma dopo il terzo incontro il signor Oberrauch era convinto: “Sì, questa è una buona cosa. Vogliamo impegnarci per la qualità” mi ha detto. Da allora abbiamo lavorato insieme per far crescere progressivamente l’azienda e certificarla in diversi settori, dalla costruzione dei serramenti alla qualità della posa e della gestione.

Parliamo di costruzione: una finestra si ottiene mettendo insieme vetro e telaio. Cosa c’è di speciale in questa unione?Sieberath Il vetro migliore non è niente senza un buon telaio che lo accoglie e lo supporta. È vero anche il contrario. Il segreto è il perfetto inserimento del vetro nel telaio. Sono molti gli errori tecnici in agguato...

...e Finstral non ne fa nessuno?Sieberath In teoria no, perché da molti anni lavoriamo insieme per sviluppare e mantenere i più alti standard qualitativi. Nella pratica, tuttavia, non si arriva mai a una qualità perfetta al 100%.

In molti settori tecnologici la certificazione è considerata un mezzo per garantire la qualità. Finstral è un campione europeo di certificazione nel settore dei serramenti, nessun altro produttore può tenergli testa. È stato quel primo incontro con Hans Oberrauch a dare il via a questo sviluppo?Sieberath L’ift aveva già testato prodotti Finstral prima che arrivassi io. Quello che abbiamo fatto con Hans Oberrauch è stato innescare un meccanismo che portasse a definire nuovi standard nella certificazione. Abbiamo passato in rassegna l’intera azienda in modo sistematico: la progettazione, gli acquisti, le vendite, la logistica. Per la prima volta ci siamo occupati anche dei cantieri arrivando al concetto, unico nel suo genere, di certificazione dei rivenditori. L’obiettivo è evitare che un buon prodotto venga rovinato da una posa errata. Si tratta di una questione importante poiché la metà di tutti i difetti che riscontriamo negli infissi sono riconducibili a una posa non eseguita a regola d’arte.

Torniamo al vetro. La tendenza continua: le superfici vetrate diventano sempre più grandi e i profili sempre più sottili... perché?Sieberath Molto semplice: perché si può fare. Perché il vetro è uno dei materiali che più ha contribuito a migliorare le prestazioni dei serramenti negli ultimi anni. Pensiamo a quanto è migliorata la trasmittanza termica passando dal vetro singolo al vetro isolante multistrato: si possono così avere grandi superfici vetrate con un buon isolamento termico. Le due cose non si escludono più a vicenda.

Thomas Pederiva Vorrei intervenire brevemente in qualità di progettista. Al pari di molti committenti, anche noi progettisti vogliamo finestre sempre più grandi con profili sempre più sottili per portare più luce nelle stanze. Questo si riesce a fare particolarmente bene con le finestre in PVC e alluminio grazie agli ingombri minimi dei profili. Poi conta la dimensione delle vetrate: grazie a tecniche speciali Finstral riesce a proporre superfici vetrate che misurano fino a sette metri quadrati. Oggi di fatto si può installare una vetrata come fosse una parete aggiuntiva, senza alcun rischio per la sicurezza.

“Vogliamo finestre sempre più grandi con profili sempre più sottili per far entrare più luce nelle stanze.”
Thomas Pederiva

L’alluminio ovvero: l’inizio della progettazione modulareJoachim Oberrauch, figlio di Hans Oberrauch: Lei è cresciuto in un’azienda che si era già ingrandita e si stava ulteriormente espandendo. Come è stata la Sua infanzia? Giocava con i profili delle finestre anziché con i Lego?J. Oberrauch (ride) No, nulla di così estremo: i Lego li avevo e mi piaceva giocarci. Ma naturalmente Finstral era onnipresente, anche perché sono cresciuto ad Auna di Sotto, vicino alla sede centrale dell’azienda. Spesso accompagnavo mio padre in produzione. Mi piaceva molto da bambino.

Dal 1985 Finstral utilizza anche rivestimenti in alluminio per le finestre. Come e perché è entrato in gioco l’alluminio?J. Oberrauch L’alluminio è un materiale interessante che offre molti vantaggi: resiste alle intemperie, è molto facile da sagomare e da verniciare. Ha solo uno svantaggio, almeno per quanto riguarda i serramenti: è un ottimo conduttore. A differenza del PVC, l’alluminio non è adatto come materiale isolante. Perché lo usiamo comunque per le finestre? Perché sempre più clienti ci chiedevano infissi con profili scuri sul lato esterno, ma il PVC di colore scuro, quando esposto al sole, si riscalda e si può deformare. L’alluminio, invece, rimane stabile anche a temperature molto elevate. Così ci è venuta l’idea di applicare l’alluminio all’esterno, con la possibilità di avere centinaia di tonalità diverse. L’alluminio verniciato resiste benissimo al calore: è una sorta di seconda pelle applicata sul lato esterno. In termini di rapporto qualità-prezzo, una finestra in PVC-alluminio è la migliore opzione attualmente disponibile.

Conta soprattutto il buon rapporto tra prezzo e prestazioni o c’entra anche l’estetica?J. Oberrauch Indubbiamente l’alluminio è percepito come materiale pregiato e ha una struttura al tatto e un’estetica che molti committenti e architetti amano. Lo dimostra il fatto che ormai in molte case troviamo serramenti rivestiti in alluminio sia all’esterno che all’interno. Tuttavia, il nucleo dei nostri infissi continua a essere in PVC, così da sfruttare i vantaggi di entrambi i materiali: l’estetica dell’alluminio e, al centro, le prestazioni isolanti e di tenuta del PVC.

È così che avete iniziato a costruire infissi secondo un sistema modulare, seguendo il principio del mettere insieme il meglio di tutti i mondi?J. Oberrauch Sì, anche se inizialmente non usavamo il termine “modulare”. Solo dopo anni, partendo da questa idea, abbiamo sviluppato un intero sistema, il nostro sistema modulare FIN-Project. Ricordo l’edizione 2012 della Conferenza di Rosenheim dedicata a infissi e facciate. Ero lì insieme a Helmuth Seebacher e ci fu una relazione sull’innovazione dal titolo “La finestra modulare”: io e Helmuth ci siamo guardati soddisfatti perché stavamo per lanciare sul mercato FIN-Project.

H. Seebacher Ci lavoravamo da anni nel reparto ricerca e sviluppo, poi siamo stati pronti al momento giusto (ride).

J. Oberrauch Oggi possiamo dire che è stata un’ottima idea, che continuiamo a portare avanti. Per il lato interno attualmente sono disponibili quattro materiali diversi – alluminio, vetro, legno e ForRes – grazie ai quali si può personalizzare liberamente l’estetica dell’infisso. È una libertà che i clienti più esigenti apprezzano molto.

L. Oberrauch Confermo. Una settimana fa ho parlato con una coppia che ha comprato infissi FIN-Project. Sono persone che conosco da molto tempo e fino ad ora avevano del tutto escluso la cosiddetta “finestra in plastica”. Ma FIN-Project a un certo punto li ha convinti. La signora era entusiasta: mi ha parlato dei suoi nuovi infissi per tre quarti d’ora. All’inizio aveva persino problemi a dormire, perché all’improvviso non sentiva più i rumori della strada ai quali si era abituata. Pazzesco, un’ulteriore dimostrazione del fatto che non saremmo riusciti a convincere questo tipo di clientela nemmeno con le migliori finestre in PVC. Ora, grazie alla gamma di materiali proposti, abbiamo accesso a gruppi di clienti completamente diversi.

In teoria il sistema Finstral consente di avere 1,3 miliardi di possibili combinazioni per gli infissi. Kristin Oberrauch: come si riesce a comunicare al cliente questa varietà pressoché infinita?K. Oberrauch Non è possibile spiegare a ogni singolo cliente l’intera gamma di prodotti. Sarebbe troppo e avrebbe anche poco senso. Già dal primo incontro si comincia a filtrare: cosa vuole e di cosa ha bisogno il cliente? Qui contano le capacità di relazione, il capire le persone, l’empatia, doti che ogni buon venditore deve avere. Naturalmente l’enorme varietà di opzioni proposte è un nostro tratto distintivo anche sul mercato: siamo in grado di offrire più cose, più soluzioni di prodotto. Agli architetti, ad esempio, il sistema modulare e le possibili personalizzazioni si devono spiegare nel dettaglio perché sono un pubblico più preparato e interessato ai particolari.

Thomas Pederiva, Lei da progettista ha appena annuito. Cosa si aspetta da un produttore di serramenti in termini di servizio e qualità?Pederiva Possibilmente che soddisfi tutti i miei desideri senza costringermi a compromessi. E Finstral con il sistema modulare copre praticamente tutte le esigenze: profili a filo pavimento, soglie ribassate, schermatura solare integrata, combinazioni di materiali dalla forte valenza estetica... un altro grande vantaggio è che Finstral fa tutto internamente, dai disegni costruttivi alla posa con il controtelaio. E apprezzo molto il fatto di avere sempre un interlocutore fisso per tutte le questioni. Questo rende semplice e rapida la gestione di progetti di ampia portata.

Finstral ricorre sempre alla logica delle quattro dimensioni per spiegare gli infissi: l’esterno, il centro, l’interno e tutto attorno. Il planner Finstral facilita il vostro lavoro?Pederiva Il principio delle quattro dimensioni – rappresentate dalle quattro dita alzate del logo del planner – è insolito, ma offre un buon orientamento perché si può applicare in modo coerente a tutti i prodotti. E quando si aggiunge un nuovo prodotto, se ne capisce direttamente il contesto. Questo, di fatto, è molto utile.

Come reagiscono i Suoi colleghi quando parla di Finstral? Trova che ci siano pregiudizi o riserve nei confronti dei serramenti in PVC?Pederiva Tipicamente progettisti e committenti partono da una valutazione estetica, e in prima battuta tendono a scegliere materiali “belli da vedere”. Tuttavia, nella successiva fase di analisi, a contare sono gli elementi tecnici e qualitativi. Questi, se inseriti nella conversazione, influenzano la scelta in modo decisivo. Ad esempio, io ho molti clienti nel settore alberghiero e per loro conta molto la facilità di pulizia e manutenzione: su questo fronte i serramenti in PVC e alluminio battono quelli in legno.

Per quanto riguarda il PVC e il vetro, Finstral è autosufficiente e produce tutto direttamente. E l’alluminio?J. Oberrauch Vogliamo dare ai clienti la certezza di essere in buone mani – le nostre – e per questo anche la lavorazione dell’alluminio sarà fatta internamente: a Borgo, in Trentino, stiamo realizzando un impianto per la verniciatura che entrerà in funzione nel 2019. Abbiamo scelto questa via soprattutto per avere il controllo sulla qualità dell’alluminio, ma un impianto proprio offre anche notevoli vantaggi logistici e maggiore libertà di intervento, con la possibilità di sviluppare direttamente nuove finiture – tutte cose che ci interessano.

ForRes ovvero: sostenibilità e posa con controtelaioVerena Oberrauch: come è entrata in azienda? È stata una scelta inevitabile come per Suo zio Luis o Suo fratello Joachim?V. Oberrauch (ride) Con il senno di poi è stata una scelta inevitabile, anche se c’è voluto del tempo per capirlo. Per un po’ ho lavorato fuori dall’azienda – e mi è piaciuto farlo – ma a un certo punto ho capito che volevo contribuire a scrivere questa storia di famiglia. E più il tempo passa, più mi piace stare in Finstral. Mi sento molto fortunata a condividere il lavoro quotidiano con la famiglia.

Lavorare ogni giorno con persone della famiglia o che si conoscono fin dall’infanzia sarebbe un deterrente per molti.V. Oberrauch Molti dipendenti si ricordano di me da bambina. Lo trovo bello, dà sicurezza. Del resto, per noi l’azienda fa parte della famiglia. Ognuno di noi ha un proprio settore di competenza ed è pienamente coinvolto in tutti i processi. Al contempo vogliamo che le gerarchie rimangano piatte e agiamo di conseguenza. Ad esempio, organizziamo “circoli di lavoro” su tutti i temi principali. Si tratta di incontri inter-reparto con tutti i dipendenti e i dirigenti coinvolti in una data questione. Nei circoli discutiamo, ci interroghiamo a vicenda – in modo autocritico e senza tabù – e infine prendiamo le decisioni, insieme, affinché tutti possano capirle e sostenerle, proprio come si fa in famiglia. Questo modo di interagire con le persone per noi è una cosa normale, ma per i nuovi dipendenti o gli esterni è espressione di una specifica cultura Finstral e ci chiedono spiegazioni.

“A un certo punto ho capito che volevo contribuire a scrivere questa storia di famiglia.”
Verena Oberrauch

F. Oberrauch Per noi è importante che tutte le opinioni siano messe sul tavolo e ascoltate con attenzione. Solo così si può andare avanti. In fin dei conti, siamo tutti responsabili del futuro dell’azienda. Il nostro obiettivo è accontentare i clienti più esigenti, entusiasmarli con i nostri prodotti: questa rimane la priorità.

È quella che si definisce “gestione aziendale sostenibile”. Rimaniamo sul concetto di sostenibilità. Da qualche anno avete inserito in programma ForRes, un materiale di riciclo fatto di lolla di riso e scarti di PVC. Signor Seebacher: cosa ha pensato quando è stata lanciata l’idea di usare le bucce di riso?Seebacher Ah sì, le bucce di riso… inizialmente ero sorpreso. Poi però abbiamo fatto vari esperimenti sul materiale e quando finalmente ho avuto tra le mani il primo profilo in ForRes, ho pensato che potesse essere interessante per molte applicazioni.

Quando iniziate a sperimentare, procedete passo dopo passo o avete già chiaro in mente dove volete arrivare?Seebacher Nel caso di sviluppi completamente nuovi procediamo sempre passo dopo passo: proviamo, aggiustiamo il tiro, riprendiamo in mano... Attualmente utilizziamo ForRes per persiane ed ante scorrevoli e per realizzare il lato interno dei serramenti. Ma sono certo che troveremo altre applicazioni da testare.

Osvaldo Bona, Lei ha sperimentato e utilizzato tutti i materiali Finstral. Come è stato accolto ForRes dal mercato?Bona Non ho ancora usato ForRes. Nel caso di materiali e prodotti nuovi serve tempo per “educare” il mercato. Però appena qualcuno si convince e inizia a utilizzare il prodotto, altri seguono. Un esempio: ho cominciato a lavorare con Finstral nel 1995. All’epoca non si parlava di PVC, ma di “plastica”, in senso spregiativo. Abbiamo realizzato i primi edifici a Bressanone e i clienti hanno iniziato ad apprezzare il materiale. In realtà, si potrebbe dire che con Finstral siamo riusciti a modificare l’immagine del PVC che la gente ha in testa.

H. Oberrauch È così: anche con il PVC ci è voluto un po’ di tempo perché i clienti si fidassero del materiale. Lo stesso capita ora con ForRes ma verrà il suo tempo.

L. Oberrauch Tra l’altro, in azienda il tema della sostenibilità non si limita a ForRes. Da sempre siamo convinti che operare in modo sostenibile sia importante e puntiamo a migliorarci continuamente. Come ha ricordato il professor Sieberath, l’intera azienda è certificata ISO – anche nel campo della gestione energetica e ambientale – ed è monitorata da enti indipendenti. Un risultato tangibile di questo impegno è il nostro impianto di riciclaggio del PVC nel quale dal 2011 vengono trattati gli scarti della produzione di profili suddivisi per tipo. Il PVC viene triturato e poi riutilizzato per produrre nuovi profili in PVC o in ForRes.

Sieberath Questo è un altro vantaggio del principio modulare. Infatti, il recupero dei materiali funziona solo se sono facili da separare. Qui il sistema Finstral è vincente: tanto è facile assemblare l’infisso, quanto è facile disassemblarlo separando le diverse parti. È vantaggioso anche per il cliente, che può decidere di sostituire solo alcuni componenti anziché l’infisso completo.

F. Oberrauch Credo che in futuro ci troveremo di fronte a sfide enormi nel campo della sostenibilità. Perché i clienti esigenti, soprattutto i più giovani, vogliono sapere come sono fatte le finestre che acquistano, quante risorse sono state consumate, quanto materiale riciclato è stato utilizzato. Dobbiamo migliorare ulteriormente e puntare a una comunicazione ancora più trasparente.

“I clienti esigenti, soprattutto i più giovani, vogliono sapere come sono fatte le finestre che acquistano.”
Florian Oberrauch

Signor Bona: Lei in quanto costruttore si trova d’accordo? La sostenibilità è un tema sentito da Lei e dai Suoi clienti?Bona Alcuni si informano in modo dettagliato sulla sostenibilità, la considerano importante anche in fase di costruzione. Ma la sostenibilità non ha a che fare solo con i materiali, riguarda anche l’uso responsabile di altre risorse, come il tempo e la manodopera. Mi piace citare l’esempio del controtelaio, una sorta di telaio cieco in cui alla fine della fase di costruzione di un immobile è possibile inserire le finestre in modo facile e rapido. In Italia e in Finstral questo tipo di montaggio si dà per scontato. Personalmente, non costruirei mai senza controtelaio. I tedeschi non lo conoscono affatto. Il perché non lo so, per me rimane un mistero.

Forse il professor Sieberath può risolvere il mistero: perché ai tedeschi non piace il controtelaio?Sieberath In realtà il controtelaio è un’ottima soluzione e l’ift lo promuove dagli anni ottanta. Spesso però gli architetti tedeschi decidono quali infissi installare solo dopo aver finito la struttura al grezzo. Con il controtelaio bisogna pensarci prima. Ma il controtelaio agevola le diverse fasi di costruzione – per le quali i tempi sono sempre più stretti – e permette di guadagnare tempo per fare asciugare i locali... senza contare che gli infissi vengono protetti da sporco e danni! È sorprendente che in Germania a usarlo siano così in pochi.

Pederiva Da altoatesini non possiamo che stupirci: qui da noi senza controtelaio non si fa nulla.

Romina Ferrari: Lei vende portoncini d’ingresso per Finstral. Probabilmente anche con controtelaio?Ferrari Non vendo direttamente porte d’ingresso, ma parlo sempre del controtelaio con i clienti privati e gli architetti. Oggi anche il più piccolo graffio sulla superficie è un motivo di reclamo e il controtelaio aiuta a prevenire i danni da cantiere. Il cliente si aspetta una superficie perfetta, sia per le porte che per le finestre, poi però fa montare gli infissi nella muratura a colpi di martello e sopra fa dare l’intonaco. Va contro ogni logica di qualità.

A differenza del signor Seebacher, Lei fa parte della famiglia Finstral solo da pochi anni. Qual è stata la Sua prima impressione dell’azienda?Ferrari Sono in Finstral da circa quattro anni, ma conosco l’azienda da molto più tempo visto che in precedenza ho lavorato presso un rivenditore partner. La verità è che ho sempre voluto lavorare direttamente per Finstral: mi aveva entusiasmato sin dalla prima sessione di formazione perché aveva un metodo di lavoro migliore e più ragionato di altri produttori. Ad esempio, il planner Finstral con il principio delle quattro dita – l’esterno, il centro, l’interno e tutto attorno – è chiaro e conciso: questo è di grande aiuto quando si interagisce con i clienti perché consente di spiegare l’enorme gamma di opzioni disponibili in modo semplice e accattivante.

Se da dipendente dovesse riassumere in una frase ciò che rende Finstral speciale per Lei…?Ferrari L’azienda dà molto, ma non regala nulla. Tuttavia se ci si impegna, se si fa sul serio, in Finstral si può crescere per davvero.

Il legno ovvero: l’incontro tra passato e futuro Florian Oberrauch: ora Finstral propone anche il vero legno per il lato interno degli infissi. Avete un vostro impianto di lavorazione del legno a Oppeano: si tratta di un ritorno alle origini, per così dire? Dopotutto Suo nonno gestiva una falegnameria…F. Oberrauch Credo che nella storia di Finstral questo non rappresenti un ritorno al passato, ma l’apertura di un nuovo capitolo. Il signor Pederiva lo ha detto prima: ci sono clienti che non rinunciano al legno, che amano la sensazione al tatto e la sua estetica tipica. E ora noi la possiamo offrire. La novità è che di recente abbiamo iniziato a tagliare e lavorare il legno in un nostro stabilimento. Non è stato facile sviluppare questa competenza perché si tratta di un materiale piuttosto impegnativo: cresce in natura e quindi presenta irregolarità. Ma eravamo decisi a realizzare la nostra idea di mettere insieme vetro, legno, PVC e alluminio in una combinazione vincente. Sfruttando questa varietà di materiali, ottimizziamo gli infissi in modo davvero innovativo, a mio parere senza eguali sul mercato.

Stefanie Winter: come rivenditrice Lei ha un contatto quotidiano con i clienti. Il legno è ancora un materiale richiesto?Winter La gente continua a chiedere gli infissi in legno, ma quelli tradizionali tendono ad avere un aspetto tozzo e massiccio che non viene apprezzato particolarmente. C’è poi la questione che il legno sul lato esterno richiede manutenzione. Finstral, invece, propone profili sottili e rivestimenti in legno massiccio solo all’interno, cioè dove il legno non ha bisogno di grande manutenzione e può durare praticamente in eterno perché è protetto. In questo modo posso soddisfare tutti i desideri dei clienti in un colpo solo.

Come convince i Suoi clienti di questi vantaggi? Quanto è importante la modalità di presentazione al primo incontro?Winter Molto importante. Nella mia regione ci sono molti produttori di infissi in PVC. Naturalmente come rivenditori dobbiamo distinguerci e lo facciamo innanzitutto attraverso la qualità: offriamo un buon prodotto, un buon servizio e una posa certificata. Una sessione di consulenza al cliente da noi dura in media da un’ora e mezza a due ore e mezza. Un grande aiuto viene dai desk di progettazione che Finstral usa da qualche anno a questa parte. Anche in questo caso ci si basa sul principio delle quattro dimensioni: “l’esterno, il centro, l’interno e tutto attorno”. Nessun altro produttore di finestre ce l’ha. Quando il cliente viene condotto attraverso l’ampio assortimento in modo così strutturato, la scelta delle finestre diventa quasi un gioco, è divertente. Direi che è il perfetto ausilio didattico per un prodotto perfetto.

Cosa bolle in pentola nel settore dei serramenti? Ci sono nuove idee, nuovi materiali?Sieberath Ci saranno molti nuovi sviluppi nel settore dei serramenti. Per quanto riguarda i metalli, si lavora a tecniche innovative per ovviare ai punti deboli dell'alluminio, come l’espansione lineare e la conduttività termica. A Rosenheim stiamo studiando la composizione del legno per poterlo aggiungere con la cellulosa direttamente al PVC durante l’estrusione dei profili. Nel settore delle materie plastiche si punta a sostituire i derivati del petrolio con materie prime rinnovabili. Gli imprenditori del futuro devono pensare a questi temi sin da oggi.

F. Oberrauch Nell’ottica di risparmiare risorse,stiamo valutando se è possibile produrre la gamma FIN-Project interamente da materiali riciclati. Nel caso del PVC lo stiamo già facendo. Anche l’alluminio può essere riciclato in modo eccellente. E quanto al legno, materia prima rinnovabile, lo usiamo già ora con parsimonia.

Gli imprenditori del futuro di Finstral sono seduti intorno a questo tavolo: la seconda generazione di Oberrauch sta portando l’azienda verso il domani. Che cosa volete assolutamente conservare e quali sono gli aspetti da rinnovare?V. Oberrauch Vogliamo assolutamente conservare il senso di sincera apertura che la vecchia generazione ha dimostrato di avere e il coraggio di aprirsi all’innovazione. Cosa vogliamo introdurre? Più donne in posizioni di responsabilità! Le donne plasmano la cultura aziendale in modo diverso dagli uomini. Ecco perché mi fa molto piacere che oggi qui intorno al tavolo siedano già alcune donne con mansioni un tempo riservate agli uomini.

K. Oberrauch Conserveremo certamente il nostro spirito di innovazione. Noi puntiamo a produrre infissi di altissima qualità e fortemente innovativi, ma per raggiungere tale obiettivo servono investimenti. Qui possiamo prendere esempio dai nostri padri: non esitare troppo e muoversi al momento giusto. Naturalmente ci sono alcune rigidità in azienda che sarebbe bene lasciarci alle spalle, ma in generale l’atmosfera è buona.

“Conserveremo certamente il nostro spirito di innovazione.”
Kristin Oberrauch

Infine è stato chiesto ai presenti quale fosse il loro materiale preferito. Per molti non è stato facile scegliere, ma alla fine la classifica di gradimento è stata la seguente: Luis, Kristin e Florian Oberrauch e Osvaldo Bona sono entusiasti del vetro. Il PVC è stato scelto da Helmuth Seebacher, Joachim Oberrauch, Romina Ferrari e Marziale Bonasio. Thomas Pederiva, Stefanie Winter e Verena Oberrauch hanno optato per l’alluminio mentre il professor Ulrich Sieberath, nato in una famiglia di falegnami, sceglie il legno. L’unico a non volersi esprimere è Hans Oberrauch, fondatore di Finstral. Nonostante le proteste degli altri, per lui è stata fatta un’eccezione…H. Oberrauch Il mio favore va alla combinazione di materiali: all’esterno l’alluminio, per la resistenza agli agenti atmosferici e la varietà di colori; al centro il PVC, per le proprietà isolanti e la robustezza; e all’interno si può scegliere tra PVC, alluminio, ForRes, legno, vetro, a proprio gusto. Nel frattempo abbiamo ottenuto un brevetto per il nostro sistema modulare FIN-Project: tutti riconoscono che è bello e funziona bene, e questo mi fa piacere.
L’arte del combinare.
Helmuth Seebacher lavora per Finstral da oltre 35 anni e in qualità di responsabile del reparto sviluppo introduce la maggior parte delle innovazioni.
L’arte del combinare.
Marziale Bonasio, titolare di Thermo-Infissi, è stato uno dei primi rivenditori Finstral in Italia.
L’arte del combinare.
Il professor Ulrich Sieberath dirige l’Institut für Fenstertechnik Rosenheim (ift) dal 2004. L’ift è il principale ente indipendente per la verifica, la ricerca e la certificazione nel settore dei serramenti e da oltre 30 anni lavora a stretto contatto con Finstral per stabilire sempre nuovi standard di qualità.
L’arte del combinare.
Thomas Pederiva, Planstudio Pederiva, progetta e costruisce hotel in Alto Adige. Apprezza il design e la varietà della proposta Finstral.
L’arte del combinare.
Osvaldo Bona, titolare dell’impresa Bona Immobilien, dagli anni '90 costruisce condomini e locali commerciali in Valle Isarco in Alto Adige. Da sempre con Finstral per convinzione.
L’arte del combinare.
Romina Ferrari, dipendente Finstral, è capo area per le porte d’ingresso.
L’arte del combinare.
Stefanie Winter, Fenster Stempfle, rivenditore partner Finstral di Rosenberg/Aalen nel Baden-Württemberg (Germania). Suo padre ha iniziato a vendere finestre Finstral nel 1989.
Interessato a proseguire con la lettura?
Scopra di più qui.
Noi viviamo le finestre – da 50 anni
Noi viviamo le finestre – da 50 anni
Il produttore di serramenti ha celebrato il suo cinquantesimo compleanno sabato 6 aprile presso
il nuovo stabilimento a Borgo Valsugana.
Il vetro sposa la finestra.
Il vetro sposa la finestra.
Parigi arriva a Gochsheim. Fabrice Didier dell’azienda Saint-Gobain in visita all’impianto di lavorazione del vetro Finstral nella Bassa Franconia.