Funzione ed estetica. Sempre.
In quest’intervista i fondatori di Finstral ci raccontano i cinquant’anni di successi della loro azienda.
Funzione ed estetica. Sempre.
Finstral è tra i principali produttori di serramenti in Europa. Ma chi c’è dietro il marchio? Oggi alziamo il sipario e lo scopriamo. Sei membri della famiglia di imprenditori altoatesini Oberrauch lavorano in azienda con incarichi direttivi. Abbiamo parlato con tre di loro: Hans Oberrauch (77 anni), fondatore di Finstral nel 1969 insieme al socio Max Lintner e attivo ancora oggi nello sviluppo di nuovi prodotti, Luis Oberrauch (62 anni), entrato in azienda nel 1976 su richiesta del fratello Hans e responsabile della Divisione Italia e delle Vendite. Infine Joachim Oberrauch (42 anni), che ha seguito le orme del padre Hans in Direzione ed è a capo della Divisione Germania e del Marketing.

Intervista: Barbara Teichelmann, Stefan Sippell
HO: Hans Oberrauch LO: Luis Oberrauch JO: Joachim Oberrauch

Due generazioni di Oberrauch allo stesso tavolo. L’appuntamento è nel nuovo stabilimento che produce verande a Collalbo sul Renon, a pochi chilometri dalla sede principale dell’azienda ad Auna di Sotto, un piccolo paese sopra Bolzano. Colpiscono per le dimensioni le vetrate della sala riunioni, attraversate dalla calda luce del tramonto che tinge di rosso il maestoso massiccio dello Sciliar che torreggia in lontananza di fronte all’edificio. L’atmosfera è rilassata. I tre Oberrauch sembrano desiderosi di iniziare la conversazione … e al tempo stesso curiosi di sentire le risposte che daranno figlio e fratello, nipote, padre e zio. Mentre parliamo si fa sempre più buio – fino a quando il vetro sembra perdere la sua trasparenza e trasformarsi in uno specchio.

Come tutto è cominciato – ovvero: “Funzione ed estetica”

Da quasi 50 anni Finstral ha successo con i serramenti in PVC. Come è nato il nome Finstral?HO: All’epoca facevo il falegname ed ero attento agli sviluppi del design nel campo dei mobili – mi piacevano in particolare gli arredi finlandesi. Quell’incredibile connubio di funzione ed estetica mi ha sempre affascinato e ho voluto prenderlo a modello. I mobili avevano spesso nomi che contenevano la parola “Finn”. Noi ci abbiamo aggiunto Strahl – che in tedesco significa raggio di luce – perché dalle finestre entra il sole. Unendo i due termini abbiamo ottenuto un nome che ricordava anche l’italiano “finestra”: il gioco era fatto.

JO: Ma tu guarda ... Finlandia. Questa proprio non la sapevo.

LO: La cosa interessante è che per un breve periodo il nome della ditta fu proprio scritto con una H in più di ora, esattamente come Strahl. Credo per uno, due anni. 

HO: Neanche, direi meno. Un anno, non di più.

Perché i serramenti?HO: Avevamo una falegnameria con sette operai: facevamo carpenteria per l’edilizia e soprattutto mobili – anche serramenti, ma di legno e in piccole quantità. I serramenti in PVC li abbiamo notati per la prima volta nel 1968 … 

LO: … attraverso la pubblicità nelle riviste tedesche. La Hoechst [1] reclamizzava molto un nuovo materiale, il PVC rigido [1] resistente agli urti. Ideale per i serramenti - oggi come allora.

Allora si usava molto il legno. Non era scontato immaginare che in futuro si sarebbe imposto il PVC …
LO: All’epoca c’era molta fiducia nella Hoechst. Oserei definire quasi divino quello che facevano, e per questo eravamo certi che ci fossero possibilità concrete per il PVC.

HO: Tuttavia i primi tre anni sono stati davvero difficili. All’inizio facevamo arrivare quasi tutti i semilavorati [2] dalla Germania, vale a dire i profili [2], la ferramenta e via dicendo. Ma allora in Italia c’era la lira, che si svalutava molto rapidamente …

LO: Si fissava un prezzo per un serramento e già durante la produzione i costi crescevano. Alla fine ci trovavamo a vendere il prodotto senza guadagnarci, a volte addirittura perdendoci.

HO: Nel 1972 ci siamo decisi a sviluppare un nostro sistema e ad affidare l’estrusione dei profili a una ditta italiana …

JO: … fino al 1980, quando abbiamo portato anche quella fase di produzione all’interno dei nostri stabilimenti.

HO: E finalmente abbiamo iniziato a guadagnare, perché non eravamo più così tanto legati alle importazioni dalla Germania.

LO: L’ascesa è continuata con l’arrivo del primo gruppo di rivenditori tedeschi a metà degli anni settanta. Eravamo stati notati per via delle pubblicità Finstral uscite sulla stampa locale.

HO: Anche in Germania i rivenditori avevano capito che si stava facendo strada il PVC. Memori dei buoni affari conclusi con i produttori italiani di serramenti in alluminio, hanno immaginato che la cosa potesse funzionare anche con il PVC. E così è stato. L’arrivo dei compratori tedeschi per noi ha significato crescita ed euforia.

Signor Oberrauch, è stato allora che ha convinto Suo fratello minore Luis a partecipare all’attività?HO: Esatto. In parte se ne era interessato di propria iniziativa, in parte l’ho “convinto” io (ride).

LO: Servivano persone pronte a lavorare. C’era davvero tanto da fare in quel periodo.

HO: E l’impresa coinvolgeva la famiglia. Anche chi non ci lavorava direttamente, possiamo dire che era un osservatore attento e propositivo.

Finstral ha una propria filosofia aziendale? Si è parlato di funzione ed estetica …LO: Questa la si può definire filosofia del prodotto. Ma la filosofia aziendale ...

HO: Io ho sempre avuto a cuore i plus che un prodotto può offrire ai clienti. È un’attitudine che in un certo senso si potrebbe definire filosofia. Nel settore dei mobili si trattava soprattutto di design, ovviamente. Anche nel campo dei serramenti il design ha un peso, ma a prevalere è la funzione. I serramenti devono resistere alle intemperie e dunque i requisiti sono più stringenti. Ancora oggi mi interrogo su come si possa migliorare un prodotto a vantaggio dei clienti - ovviamente anche per poterlo vendere, è chiaro.

LO: E poi noi ci teniamo a fare bene le cose, ad agire correttamente, a fare le cose giuste nell’interesse del cliente. Il cliente deve ottenere quello che - a ragione - si aspetta.

HO: Questo significa conservare sempre la propria credibilità, evitare di vantarsi troppo senza poi mantenere ciò che si è promesso.

LO: Probabilmente è questo il motivo che nel corso degli anni ci ha portato ad assumere personalmente la gestione di tutti i processi che ruotano attorno al serramento – dalla lavorazione del PVC in granuli alla produzione del vetro isolante, fino alla posa in opera del serramento. Facciamo tutto internamente. Ma il fare tutto da sé significa doversi assumere la responsabilità delle proprie azioni: è al contempo un’opportunità e un dovere.

JO: Essere un interlocutore unico per tutte le esigenze del cliente, con tanti prodotti realizzati direttamente nei propri stabilimenti … la si potrebbe definire una filosofia che guida il nostro modo di fare impresa. Noi vogliamo inoltre che in Finstral ci siano opportunità di lavoro per la gente del posto.

LO: Ci sono davvero molti esempi di dipendenti che hanno iniziato con mansioni semplici e ora ricoprono importanti incarichi dirigenziali.

Un’impresa di famiglia ovvero: “Perché ce l’abbiamo nel sangue”

Questo significa che vi sentite in dovere nei confronti della vostra terra. Anche la sede dell’azienda l’avete mantenuta ad Auna di Sotto sul Renon.HO: Sì, per noi questo è importante.

LO: Allo stesso tempo Finstral è stata una delle prime aziende altoatesine a espandersi geograficamente [3] e ad andare all’estero.

Ma il cuore batte ancora qui nella sede centrale sul Renon?JO: È così. È importante non solo per me, ma anche per i nostri dipendenti – e sicuramente deriva dal fatto che vogliamo conservare le caratteristiche di un’impresa a conduzione familiare.

Cosa c’è di così importante in questo?LO: La volontà di trasferire all’intera azienda la struttura e la cultura di una famiglia funzionante. Abbiamo gerarchie soprattutto orizzontali, prendiamo velocemente le decisioni, lavoriamo insieme senza troppe complicazioni, siamo tutti concentrati sui principali progetti in corso. E questo non perché si tratta di uno stile di gestione moderno, di una tendenza da seguire, ma perché noi in Finstral ce l’abbiamo nel sangue.

Significa che i familiari in azienda vengono trattati come tutti gli altri dipendenti?JO: Casomai con un po’ più di severità (ride). No, non facciamo differenze.

LO: Di recente ho fatto un conto di quanti dipendenti sono con noi da oltre 20 o persino 30 anni. Sono rimasto stupito. Certamente dipende anche dal fatto che improntiamo i rapporti su principi di onestà, rispetto e correttezza. Ovviamente c’è anche spazio per il confronto, a volte duro ma sempre obiettivo.

JO: Cerchiamo sempre di pensare alle soluzioni, anche quando discutiamo.

PVC – ovvero: “Il materiale ideale per un serramento”

Avete descritto il vostro incontro con il PVC nel 1968 e il modo in cui ha catturato la vostra attenzione. Che cos’ha di affascinante?HO: Il PVC è un materiale resistente agli urti che mantiene davvero ciò che promette, sia in termini di resistenza alle intemperie sia in termini di funzioni. E anche il lato estetico ci ha sempre interessato: il PVC consente di fare serramenti belli da vedere – che in più hanno una buona resistenza di saldatura, una solida resistenza alla trazione della vite, un’elevata tenuta ermetica e ottime proprietà isolanti. Ci sono davvero molti aspetti positivi.

LO: Il materiale ideale per un serramento.

HO: L’unico elemento a sfavore del PVC può essere solo il gusto personale. C’è chi ama il legno, chi l’alluminio. E ci sono le persone che si entusiasmano per l’acciaio. Sono questi i principali materiali usati per i serramenti. Se uno vuole assolutamente il legno, c’è poco da discutere: vuole il legno punto e basta. Ma se si considerano funzione, durata e valore nel tempo siamo certi di non avere promesso troppo: il PVC [4] è un prodotto affidabile e duraturo.

JO: Ecco perché siamo convinti che anche quando si usano altri materiali ci vuole sempre un nucleo in PVC.
Funzione ed estetica. Sempre.
Joachim Oberrauch
Funzione ed estetica. Sempre.
Incontro con i titolari Finstral nel nuovo reparto di produzione verande. Da sinistra a destra: Luis Oberrauch (Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione), Joachim Oberrauch (membro del Consiglio di Amministrazione), Hans Oberrauch (Presidente del Consiglio di Amministrazione).
Ricerca e sviluppo in Finstral – ovvero: “Bisogna essere un po’ testardi”

Finstral ha il merito di aver fatto crescere il settore sviluppando nuove soluzioni. Quali sono state le innovazioni più importanti nella storia dell’azienda?HO: Il sistema di profili 200 che abbiamo lanciato sul mercato nel 1979 rimane ancora oggi la base per i prodotti migliori. 

LO: E le finiture delle superfici. Le superfici goffrate [5] sono un elemento distintivo, il fiore all’occhiello di Finstral. Negli anni ’80 iniziarono ad essere richieste le superfici a effetto legno. All’inizio usavamo su licenza un sistema con pellicola. Poi abbiamo iniziato a fare prove in autonomia arrivando a sviluppare nuovi procedimenti per lavorare direttamente il PVC e, eliminando la pellicola, abbiamo ottenuto una superficie eccezionale. Era qualcosa di totalmente nuovo: nessun altro produceva in quel modo e il mercato ha accolto rapidamente e in modo positivo la novità.

HO: I buoni commercianti sono sempre alla ricerca di prodotti con qualcosa di diverso, perché così possono distinguersi dalla concorrenza e la vendita smette di essere solo una questione di prezzo. 

JO: È quello che abbiamo voluto fare con le finiture delle superfici: distinguerci, proporre qualcosa di differente - in questo modo riusciamo ad avere successo sul mercato. 

HO: Abbiamo sempre cercato di migliorare le tecniche per ottimizzare i risultati. Questo significa provare e riprovare finché la cosa funziona. Bisogna essere un po’ testardi. Il lavoro da fare è molto, ma ha sempre aperto nuove strade. Per fortuna i nostri dipendenti sono interessati alle novità.

Torniamo alle grandi innovazioni di Finstral: il sistema 200, poi le superfici – cos’altro?JO: Nel 2001 abbiamo iniziato a incollare vetro e telaio [6] anziché usare degli spessori. In questo modo si possono realizzare profili molto sottili riducendo al massimo l’ingombro …

HO: ... e il serramento è più maneggevole. Si percepisce un netto miglioramento nelle operazioni di apertura e chiusura – un guadagno funzionale che dura nel tempo. 

LO: E poi naturalmente la serie FIN-Project [7], con l’introduzione della struttura modulare del telaio. Ciò significa che suddividiamo ogni profilo in tre parti - lato esterno, nucleo e lato interno. Il nucleo svolge funzioni di isolamento e tenuta e alloggia ferramenta e vetro isolante. Il lato esterno e quello interno hanno funzione estetica e possono essere realizzati in diversi materiali e colori, ad esempio in molte varietà di alluminio. Combinando tra loro queste parti ogni cliente potrà ottenere la propria finestra ideale.

JO: Cosa da non dimenticare: grazie al nostro nuovo forno per la tempra del vetro e agli impianti di lavorazione delle lastre che abbiamo installato nello stabilimento di Scurelle nel 2014 si aprono nuove possibilità di inserire il vetro nello sviluppo del serramento sin dal principio. Il risultato è evidente nella nostra linea di design Cristal: la superficie vetrata copre interamente il telaio dando ai serramenti un’estetica del tutto nuova.

LO: La sensazione è di grande modernità e leggerezza, e vengono mantenute tutte le funzioni importanti per noi e per i clienti.

Quale fattore è stato decisivo per la distribuzione dei prodotti?JO: Coltivare il mercato. A metà degli anni ’80 abbiamo iniziato ad aprirci a nuovi paesi. Dopo la Germania è stata la volta di Francia, Olanda, Spagna e altre nazioni.

LO: A dire il vero le premesse per la conquista di questi mercati non erano delle migliori dato che non avevamo grande esperienza. Dal punto di vista linguistico e culturale era già un’avventura la Francia. Ma è andata bene e con il senno di poi possiamo dire che sono stati bei tempi.

HO: Bei viaggi. Gran bei viaggi (ride).

Le richieste del cliente – ovvero: “Deve essere bello da vedere, ma deve anche durare 40 anni”

Come sono cambiate negli anni le richieste della clientela rispetto ai serramenti?LO: I nostri clienti vogliono avere più scelta, sia in termini di design che di allestimento. Sono cambiate alcune esigenze – oggi sono diversi i requisiti in materia di isolamento termico. Il tema sicurezza è diventato più importante. Poi è cambiata l’estetica – proprio ora c’è una forte trasformazione in atto.

In che senso?JO: Telai con ingombri sempre più ridotti, meno visibili, preferibilmente solo vetro e parete: questo cercano ora gli architetti. Profili sottili, delicati ma tecnicamente perfetti perché alla funzione non si rinuncia.

In quanto costruttori di serramenti vi disturba che clienti e architetti chiedano telai dall’ingombro sempre più ridotto?LO: Naturalmente il telaio deve esserci perché deve svolgere determinate funzioni. Deve essere bello da vedere, ma deve anche durare 40 anni. Lo dobbiamo al cliente.

JO: Un altro punto è la sicurezza.

LO: Sicurezza e al contempo design di qualità.

HO: E buon isolamento.

LO: Tempo fa c’è stato un tentativo di scasso nell’abitazione di un dipendente, ma per fortuna aveva i serramenti Finstral più recenti e il malintenzionato non è riuscito a entrare. La paura dei ladri che ti entrano in casa c’è - è un tema sentito. Allo stesso tempo però il cliente non vorrebbe rinunciare al buon design. Noi costruttori di serramenti dobbiamo tenerne conto.

HO: Anche la posa è diventata più importante. Diversamente da quanto si riteneva in passato la posa in opera è fondamentale, bisogna saperne padroneggiare le tecniche. 

JO: Ecco perché negli ultimi anni abbiamo dato molto risalto al tema della posa del serramento [8]. È il momento in cui si è a contatto con il cliente, l’ultimo anello della catena: solo allora possiamo dire di avere completato il lavoro. Oltre alla posa perfetta contano anche altre cose più semplici, come lasciare l’abitazione del cliente pulita una volta terminata l’installazione. Ecco perché nella vendita diretta e per i rivenditori specializzati Finstral abbiamo introdotto un’apposita garanzia di qualità per la posa in opera.
Funzione ed estetica. Sempre.
Luis Oberrauch
“E poi noi ci teniamo a fare bene le cose, ad agire correttamente, a fare le cose giuste nell’interesse del cliente. Il cliente deve ottenere quello che – a ragione – si aspetta.”
Suggerimenti per chi sta costruendo casa – ovvero: “Finstral, Finstral, Finstral”

Avete tre rapidi suggerimenti da dare a chi sta costruendo casa e deve decidere quali serramenti fanno al caso suo?LO: I tre suggerimenti fondamentali per un edificio sono: posizione, posizione, posizione. E i tre migliori suggerimenti per dei buoni serramenti sono: Finstral, Finstral, Finstral (ride). 

HO: Io direi una combinazione PVC-alluminio. Per chi costruisce casa è un’ottima scelta perché risponde a tutte le esigenze.

JO: Serramenti non troppo piccoli, la giusta grandezza …

HO: E profili sottili, poco ingombranti – perché aiutano a creare uno spazio abitativo più piacevole. I serramenti con i profili spessi trasmettono un senso di pesantezza e appesantiscono anche l’ambiente. Se invece sono snelli e slanciati lo alleggeriscono.

LO: Io penso però che sia bene non esagerare con le superfici vetrate. Il vetro è davvero un materiale affascinante, con prestazioni incredibili. Però c’è bisogno anche della muratura e di altri materiali per trattenere il calore.

Quello che si vede dalla finestra – ovvero: “Un luogo che trasmette un senso di libertà”

Quanto è importante per voi ciò che si vede dalla finestra? Vi influenza - anche al lavoro?HO: Quando soggiorno in un albergo, per prima cosa vado alla finestra per scoprire che vista c’è. Sono contento se vedo un bel paesaggio o un vivace ambiente cittadino, mi fa meno piacere se la finestra si apre su una corte interna buia o mal curata. Certo, posso tirare le tende, ma l’impressione deprimente rimane. 

LO: Io sono convinto che lavorare in un ambiente piacevole aiuti. Fa bene guardarsi intorno e vedere un luogo che trasmette un senso di libertà. 

HO: E la comunicazione attraverso la finestra ha la sua importanza. In passato si usava molto di più.

Esiste anche in Alto Adige la tradizione bavarese del “Fensterln”, in cui l’innamorato usa una scala per raggiungere la finestra dell’amata ed entrare?LO: Non più. Oggi entrano tutti dalla porta.

JO: O da Facebook (ride).

La passione per i serramenti – ovvero: “Mi guardo sempre attorno”

Cosa succede quando siete in viaggio e state visitando una città: vi ritrovate a guardare i serramenti o riuscite a ignorarli?JO: Io li osservo spesso, molto. Mi guardo sempre attorno.

LO: Mia moglie sostiene che ho sempre la testa per aria a forza di guardar finestre.

HO: L’hanno detto anche a me. Anche se è pericoloso se c’è traffico (ride).

LO: Quando sono in una città grande, con vecchi edifici e migliaia di finestre, mi viene da chiedermi chi le ha realizzate e quando. Si guarda, si osserva, si scopre qual è l’aspetto caratteristico dei serramenti in un dato Paese, qual è la tecnica di posa – e si impara. Il nostro compito non è solo quello di dirigere l’azienda, dobbiamo anche conoscere bene la materia. C’è una cosa che abbiamo conservato fino ad oggi: l’interesse e l’entusiasmo per i serramenti.

Si potrebbe dire che avete un legame emotivo con i serramenti?JO: Penso proprio di sì. Non si rimane motivati a lungo se si considerano solo gli aspetti materiali e tecnici di un prodotto. Per mantenere l’entusiasmo per così tanto tempo servono sentimenti ed emozioni. 

HO: Inizialmente non volevo avere nulla a che fare con i serramenti: mi interessava solo costruire mobili come falegname – e lo facevo bene nell’azienda che avevamo allora. All’inizio i serramenti mi sembravano noiosi, poi si sono rivelati tutt’altra cosa. È un tema infinito.

[1] Hoechst, PVC rigido
La Hoechst AG era una delle più grandi aziende chimiche e farmaceutiche della Germania. Nel 1958 introdusse sul mercato l’Hostalit Z, un PVC rigido resistente agli urti pensato per l’edilizia che negli anni ’60 si impose nella produzione di serramenti. Il PVC rigido è ancora adesso la base di qualsiasi serramento in PVC. Oggi come allora esistono vari produttori della materia prima. I primi serramenti in PVC furono realizzati nel 1954 dalla Dynamit-Nobel AG. 

[2] Semilavorati, profili
Il termine semilavorati indica in modo generico oggetti prefabbricati. Nel caso di un serramento in PVC, ad esempio, può trattarsi dei profili. Il telaio di un serramento si compone di profili che vengono estrusi in forma di lunghe barre. Ma non tutti i profili sono uguali: la sezione ha una forma specifica, caratteristica di ciascun costruttore – è per così dire “il marchio di fabbrica” che identifica un determinato produttore di serramenti.

[3] Stabilimenti produttivi
Finstral ha 14 stabilimenti di produzione in Italia e Germania. La distribuzione conta oltre 1000 rivenditori specializzati in 14 stati europei. A questi si aggiungono filiali per la distribuzione in Spagna, Francia, Svizzera, Germania e Paesi Bassi.

[4] PVC
Finstral lavora con il PVC rigido, un materiale estremamente stabile e duraturo. Il PVC può essere lavorato ottenendo quasi ogni forma, è tra i migliori isolanti disponibili ed è riciclabile al 100%. Nell’impianto di riciclaggio dell’azienda, il PVC dei serramenti Finstral viene ritrasformato in granuli non miscelati, pronto ad essere impiegato per la produzione di nuovi profili.

[5] Superfici
I profili Finstral con superficie goffrata imitano le venature del legno verniciato e sono disponibili in bianco, bianco antico o bianco perla. In versione satinata con un moderno effetto seta opaco sono proposti in bianco, grigio seta e grigio. Il processo di goffratura permette di ottenere una superficie più dura, con meno micropori, che resiste meglio ai graffi ed è più facile da pulire di quella in PVC liscio.

[6] Incollaggio anziché spessorazione
L’incollaggio è una tecnica di montaggio per ancorare la lastra di vetro al telaio. Per questa operazione in passato si ricorreva alla spessorazione e si usavano piccoli cunei di materiale plastico per fissare la lastra al telaio in più punti e conservarne la stabilità. Nel caso dell’incollaggio, invece, si applica un adesivo lungo tutto il perimetro della lastra e poi la si fa aderire saldamente al profilo dell’anta. Si ottiene così una maggiore stabilità del serramento nel tempo, per il massimo comfort d’uso. 

[7] FIN-Project
FIN-Project è il nome di una linea di serramenti Finstral con un nucleo in PVC e il rivestimento in alluminio. Il cuore in PVC garantisce ottime prestazioni di isolamento termico e tenuta. Resistente alle intemperie ed elegante, l’alluminio utilizzato per rivestire il lato esterno e a scelta il lato interno dei serramenti è particolarmente facile da pulire. La possibilità di ordinarlo in tutti in colori RAL offre ampi margini di personalizzazione. Per il lato interno è possibile inoltre scegliere il legno massiccio e – per la prima volta nel settore dei serramenti – ForRes, il nuovo materiale ecosostenibile composto da residui della lavorazione del PVC e bucce di riso. Per soddisfare le più svariate esigenze sono disponibili diverse forme di telaio, fino ad arrivare all’anta FIN-Project Nova-line Cristal Twin, in cui il profilo dell’anta scompare completamente dietro al vetro sia all’interno che all’esterno.

[8] Posa certificata
Nel 2013 Finstral ha ottenuto la certificazione per la posa in opera dall’Institut für Fenstertechnik (ift) di Rosenheim. I cardini di questa certificazione sono gli schemi di installazione approvati da ift e la formazione continua di tutti gli addetti coinvolti nella posa dei serramenti. Inoltre, nell’ambito del sistema di gestione della qualità, si effettuano prove a campione all’interno dell’azienda con un piano d’azione e controlli esterni a cura di ift. Il sistema di certificazione si estende anche ai rivenditori specializzati Finstral.
 
Funzione ed estetica. Sempre.
Che vista! Di fronte alla sede centrale di Finstral a Auna di Sotto sul Renon (Bolzano) si erge maestoso lo Sciliar (2563 m), uno dei massicci montuosi più caratteristici delle Dolomiti e un vero e proprio simbolo per l’Alto Adige.
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Bisogna sempre guardare all'insieme.
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Un’intervista con il professor Andreas Hild per parlare del legame tra serramenti ed edificio – e dell’architettura come strumento di narrazione.